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Notizie utili e curiose Tratto da G. Rovesti - La menta piperita e la sua industria in Italia -Rivista Italiana Essenze e Profumi - (Marzo 1929) Note botaniche Le specie di Mentha
indigene del nostro Paese sono le seguenti:
Ma mentre le prime otto crescono spontaneamente lungo i fossi e nei luoghi umidi, la. M. piperita L., che dal punto di vista dello sfruttamento industriale è la più importante, si riscontra solamente in talune località inselvatichita, senza dubbio sfuggita alle colture. La M. piperita L., oggetto del presente studio, è pianta di origine incerta, probabilmente non spontanea, che i sistematici moderni non considerano come una specie, ma come il risultato dell’ibridazione della M. aquatica L. con la M. viridis L. Dalle altre Mente, oltre che per le sue particolarità botaniche, diversifica per uno speciale odore, per il sapore pepato –da cui la qualifica di " piperita "- accoppiato alla sensazione di grande freschezza che lascia in bocca. La pianta è perenne, con rizoma stolonifero a stoloni sotterranei ed aerei; stelo stretto, alto anche m. 1,50 e oltre, quadrangolare, con abbondanti ramificazioni; foglie opposte, picciolate, ovali lanceolate acute, seghettato dentate, con peli sparsi e sovente glabre; fiori disposti in falsi verticilli riuniti in infiorescenze a spiga terminale ai rami, cilindrica allungata, molle ed interrotta alla base; fiori piccoli quasi regolari con calice tubuloso a cinque lobi acuti, corolla campanulata rosea o porporina. Il frutto è un achenio. Con la coltivazione la M. piperita L. ha dato luogo a moltissime forme; quelle però che ci interessano sono due e precisamente:
La prime è la sola oggi coltivata ed è anche nota come Menta Italo-Mitcham, in omaggio alla località inglese dove se ne iniziarono le prime coltivazioni. |